Sabato 24 ottobre, ore 9.30
Biblioteca Civica - Sala Farinati
Via Cappello, Verona
Poesia e filosofia
Premiazione di Alberto Folin
vincitore della sezione “Opere scelte - Regione Veneto”
Premio speciale della Giuria
Lezione magistrale
Alberto Folin, Leopardi, sott’altra luce
Tiziano Gelmetti legge Leopardi
Premiazione di Stefano Salvi
vincitore della sezione
“Raccolta inedita - Biblioteca Civica di Verona”
Tiziano Gelmetti legge Stefano Salvi
**
Sabato 24 ottobre, dalle ore 14.00
Biblioteca Civica - Spazio Nervi
Via Cappello, Verona
Poesia internazionale
Alessandro De Francesco presenta Jean-Marie Gleize (Francia)
Noura Wedell (Stati Uniti)
Giorgio Bonacini presenta Stefano Salvi (Italia)
Letture dei poeti selezionati per
la “Raccolta inedita - Biblioteca Civica di Verona”
Elena Corsino legge testi in lingua originale
di Marina Cvetaeva (Russia)
Lezioni magistrali
Alfonso Cariolato
L’ascolto del tu nella poesia di Marina Cvetaeva
Gilberto Lonardi
Documento video
Conversazione con Edmond Jabès
Film Rai-Tre, 1987
Relazioni
Giorgio Bonacini, Alberto Folin
Performance
Alessandro De Francesco e Paolo Ingrosso
Interventi musicali
Gregorio Bardini, Francesco Bellomi

TRE AUTORI LIETOCOLLE AL CENACOLO SANT'EUSTORGIO
Libreria Esoterica - Galleria dell'Unione 2 - Milano
Giovedì 8 maggio 2008 - ore 17.30
Cristina Balzaretti
Marco Balzano
Stefano Salvi
**
Cristina Balzaretti insegnante, formatrice e consulente psicopedagogico presso diverse scuole della provincia di Milano. Autrice di numerosi articoli riguardanti il tema dell’integrazione, della pedagogia delle emozioni, della scrittura poetica e creativa.
Con A. Canevaro e G. Rigon ha pubblicato il volume Pedagogia speciale dell’integrazione. Handicap: conoscere e accompagnare (Firenze, 1996, La Nuova Italia, Collana BSE, terza edizione).
Con la casa editrice Erickson ha pubblicato Laboratorio poesia. Officina di scrittura creativa (Trento, 2001, sesta edizione), Laboratorio Poesia 2. Nuove attività per l’officina di scrittura creativa (Trento, 2007), Poesia della natura. Scrittura poetica e creativa intrecciata a musica, arte e movimento (Trento, 2008).
Da sempre legge, scrive e si occupa di poesia. Con la casa editrice Pulcinelefante di Alberto Casiraghi ha pubblicato undici plaquettes: Una poesia, Speranza, Intolleranza, Dura è la corazza, Stanca di guerra, Sveva, La porta, È il tempo, Sostenibile, Previsioni del tempo, Haikudinoi.
Nel 2002 ha pubblicato la raccolta di versi Rammendi Invisibili prodotta in proprio, Verano B.za (Mi), Arti Grafiche Marelli.
Nel 2005 ha pubblicato la trilogia Aprile, ancora, prodotta in proprio, Verano B.za (Mi), due edizioni.
Ha partecipato con la poesia Aprile all’opera collettiva Il cuore dei giorni, carte di Paolo Leveni, Farina Grafiche, Seregno (Mi), dicembre 2005.
Con LietoColle ha pubblicato la raccolta di versi La stanza (2006) e Rammendi invisibili (2007).
Ha pubblicato il poemetto La vita detta (Omaggio a Pablo Neruda), collana Fiori di Torchio, Amici del Libro d’Artista, Circolo Culturale Seregn de la memoria, Seregno (Mi), settembre 2007.
Marco Balzano è nato a Milano, dove vive e lavora come insegnante di Liceo. Sue poesie sono apparse su riviste e raccolte antologiche. Ha scritto diversi articoli e recensioni per riviste di letteratura e filosofia, occupandosi in particolare di Leopardi. Nel 2005 ha vinto il premio "Tesi di laurea" indetto dal Centro nazionale di studi leopardiani e nel 2006 il premio "Nuove Lettere".
Con LietoColle ha pubblicato nel 2007 Particolari in controsenso con prefazione di Giampiero Neri, che, ancora inedita, aveva ottenuto il III posto al VIII Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa Guido Gozzano 2007.
Stefano Salvi è nato nel 1975 a Varese, dove risiede. Collaboratore di LietoColle, dal 2004 dirige, insieme ad A. Broggi e I. Testa, “L’Ulisse” (www.lietocolle.com/ulisse), rivista on-line di poesia, arti e scritture. Ha curato, con C. Dentali, presso LietoColle, l’antologia Il presente della poesia italiana (2006). Ha pubblicato l’e-book Il seguito degli affetti (Biagio Cepollaro E-dizioni, 2006) e la silloge poetica Le insidie/Neumi (LietoColle 2007) con prefazione di Gianni Turchetta. Suoi testi, poesie e saggi, sono rintracciabili in riviste e nella rete.
Michelangelo Camelliti ne La stanza bianca propone un testo dal mio Le insidie / Neumi, e lo affianca ad un frammento della introduzione di Gianni Turchetta al volumetto. È leggibile qui.
Lo ringrazio con calore.
Trovo e ripropongo da qui: "La stanza bianca" (Michelangelo Camelliti propone due poesie di Stefano Raimondi e le parole di presentazione de "Il presente della poesia italiana"):
L’antologia Il presente della poesia italiana (LietoColle 2006) non si disloca legata alla scelta di autori della “generazione” dei Settanta. Il trascinamento generazionale è un qualcosa […] non ammesso […]: ciò premette tante (troppe) conclusioni che si fatica molto a verificare […]. Intimo nel progetto è invece la necessità e l’esperimento di una mappatura il più possibile attendibile di quanto accade, nel tentativo di fare emergere lo spessore di voci attuali, e necessarie nel vasto panorama dei “giovani”: coloro cioè che hanno saputo accumulare credito – in virtù dei libri pubblicati e dell’interesse suscitato […]. Si è voluto considerare ed approfondire le linee di tendenza giunte a compiuta maturazione: poiché delle linee di direttiva esistono, alimentano le dislocazioni ed i posizionamenti. Si formula infatti qui un’analisi per direzioni e per macro-insiemi orientanti:
(a) L'intervento di un'esperienza, immateriale nella sua metafisica e nei suoi principi, e materica per come si presenta ai sensi, si traduce nella cognizione di un fare indirizzato “nell'immediato furente della carnalità”. […] In una prima approssimazione, qui è il corpo che è divenuto fonte prioritaria di visione del mondo, termine e metro di giudizio del reale, e oggetto costante di attenzione, limite invalicabile, sintagma percettivo.
Priorità assoluta della biologia corporea e concezione mistico-unionale del tempo sono qui i primi riferimenti.
(b) Diversa è la dimensione in cui scelgono di operare altri autori: “un orientamento che, vertendo sulla consapevolezza, intellettualmente filtrata e vissuta, del tempo storico e degli assunti ad esso collegati, cerca di elaborarne in maniera variegata i contenuti manifesti”. In chiaro, qui, è come la scrittura – con il suo voler vivere ad ogni costo il mondo contemporaneo, ed il volerlo mettere alla prova – possa esprimersi decreando, mostrando il suo produttivo venir meno: una meta-mimesi […] della grammatica di certo linguaggio della comunicazione, del grado zero di una lingua sempre più svuotata, dell’infinita polimerizzazione reale/iperreale della chiacchiera nell’attuale società dei media. Questa “fare poesia” è un esempio chiaro di come essere l’artista/il poeta “dato in pegno” al corpo sociale – e non attraverso il rivivere la società nel metro di Pasolini, o quantomeno non solo… – nel modo, spostato nell’attualissimo, dello “smascheramento concettuale”, postmoderno nel senso più leale, dei meccanismi linguistici, mediatici e istituzionali che regolano noi e il nostro tempo.
(c) Una posizione ancora ulteriore è invece schiettamente ispirata dal proprio biografismo emozionale: qui “l’attenzione è ora nella definizione dei piccoli eventi, ora nella fortezza di una sequenza giornaliera sempre uguale di consuetudini vivificate dall’altro compositivo, ora invece in una discesa ctonia nella densità di sentimenti panici e salvifici, e mai nel puro pronunciamento dell'io”.
(d) In ultimo si stagliano coloro che si rivolgono espressamente alla riflessione filosofica, che si interrogano sull'umanità che scaturirà dal presente e sulle problematiche che ineriscono a questo secolo agli inizi. La scrittura qui si richiama ad un livello superiore a quello soggettivo ed inconscio, riferendosi ad esempio a precipitati teorici post-heideggeriani o alla mistica medioevale e moderna. E’ il passo di “sottrarsi al contatto con questo continuum temporale, di porsi come indagatori autonomi oltre questa ronzante confusione evitandone in toto gli influssi. In ciò consiste la loro ricerca di una visuale privilegiata: in un tentativo non ingenuo di sottrarsi alla Storia nell'intento di edificare una contro-Storia”.
Ciò che qui si vuole è un'immagine data […] per mezzo delle gradazioni e delle diversità singolari (ma non nel modo di una varietà seminata), come si trattasse di un indirizzo sotteso, di un paesaggio delle cose.
Trovo e ripropongo da qui: "La stanza bianca" (Michelangelo Camelliti propone due poesie di Fabiano Alborghetti e le parole di presentazione de "Il presente della poesia italiana"):
L’antologia Il presente della poesia italiana (LietoColle 2006) non si disloca legata alla scelta di autori della “generazione” dei Settanta. Il trascinamento generazionale è un qualcosa […] non ammesso […]: ciò premette tante (troppe) conclusioni che si fatica molto a verificare […]. Intimo nel progetto è invece la necessità e l’esperimento di una mappatura il più possibile attendibile di quanto accade, nel tentativo di fare emergere lo spessore di voci attuali, e necessarie nel vasto panorama dei “giovani”: coloro cioè che hanno saputo accumulare credito – in virtù dei libri pubblicati e dell’interesse suscitato […]. Si è voluto considerare ed approfondire le linee di tendenza giunte a compiuta maturazione: poiché delle linee di direttiva esistono, alimentano le dislocazioni ed i posizionamenti. Si formula infatti qui un’analisi per direzioni e per macro-insiemi orientanti:
(a) L'intervento di un'esperienza, immateriale nella sua metafisica e nei suoi principi, e materica per come si presenta ai sensi, si traduce nella cognizione di un fare indirizzato “nell'immediato furente della carnalità”. […] In una prima approssimazione, qui è il corpo che è divenuto fonte prioritaria di visione del mondo, termine e metro di giudizio del reale, e oggetto costante di attenzione, limite invalicabile, sintagma percettivo.
Priorità assoluta della biologia corporea e concezione mistico-unionale del tempo sono qui i primi riferimenti.
(b) Diversa è la dimensione in cui scelgono di operare altri autori: “un orientamento che, vertendo sulla consapevolezza, intellettualmente filtrata e vissuta, del tempo storico e degli assunti ad esso collegati, cerca di elaborarne in maniera variegata i contenuti manifesti”. In chiaro, qui, è come la scrittura – con il suo voler vivere ad ogni costo il mondo contemporaneo, ed il volerlo mettere alla prova – possa esprimersi decreando, mostrando il suo produttivo venir meno: una meta-mimesi […] della grammatica di certo linguaggio della comunicazione, del grado zero di una lingua sempre più svuotata, dell’infinita polimerizzazione reale/iperreale della chiacchiera nell’attuale società dei media. Questa “fare poesia” è un esempio chiaro di come essere l’artista/il poeta “dato in pegno” al corpo sociale – e non attraverso il rivivere la società nel metro di Pasolini, o quantomeno non solo… – nel modo, spostato nell’attualissimo, dello “smascheramento concettuale”, postmoderno nel senso più leale, dei meccanismi linguistici, mediatici e istituzionali che regolano noi e il nostro tempo.
(c) Una posizione ancora ulteriore è invece schiettamente ispirata dal proprio biografismo emozionale: qui “l’attenzione è ora nella definizione dei piccoli eventi, ora nella fortezza di una sequenza giornaliera sempre uguale di consuetudini vivificate dall’altro compositivo, ora invece in una discesa ctonia nella densità di sentimenti panici e salvifici, e mai nel puro pronunciamento dell'io”.
(d) In ultimo si stagliano coloro che si rivolgono espressamente alla riflessione filosofica, che si interrogano sull'umanità che scaturirà dal presente e sulle problematiche che ineriscono a questo secolo agli inizi. La scrittura qui si richiama ad un livello superiore a quello soggettivo ed inconscio, riferendosi ad esempio a precipitati teorici post-heideggeriani o alla mistica medioevale e moderna. E’ il passo di “sottrarsi al contatto con questo continuum temporale, di porsi come indagatori autonomi oltre questa ronzante confusione evitandone in toto gli influssi. In ciò consiste la loro ricerca di una visuale privilegiata: in un tentativo non ingenuo di sottrarsi alla Storia nell'intento di edificare una contro-Storia”.
Ciò che qui si vuole è un'immagine data […] per mezzo delle gradazioni e delle diversità singolari (ma non nel modo di una varietà seminata), come si trattasse di un indirizzo sotteso, di un paesaggio delle cose.